03 Sep 2006

Superman Returns

Riassunto delle puntate precedenti: Bryan Singer dopo aver confezionato due superbi film sugli X-Men, molla tutto prima di girare il terzo per andare a lavorare a Superman Returns. Il terzo film dei mutanti di casa Marvel diventa un decoroso film di effetti speciali, ma totalmente privo di anima. Ora che il film di Superman è nelle sale, la domanda è: Bryan, ne è valsa la pena?

Assolutamente si. E lo dice uno che non mette certo il Superman fumettistico tra le sue letture preferite, per inciso.

Dopo dei titoli di testa deliziosamente retrò, in linea con quelli degli storici film con il compianto Christoper Reeve, due ore e mezzo di ottimo cinema scivoleranno via con non più di un paio di cadute di tono. Ma meglio mettere subito in chiaro una cosa: Superman Returns non è un film d'azione. Ovviamente ci sono numerose sequenze in cui l'eroe fa sfoggio dei suoi poteri, ma decisamente meno di quanto era lecito aspettarsi. E forse proprio per questo -troppo potente Superman, e i pochi avversari dei fumetti in grado di tenergli testa fisicamente sono bruti senza cervello che avrebbero reso il film una sequenza interminabile di botte- il film funziona, e fa sentire il personaggio molto più umano di quanto appaia la sua versione cartacea. Splendida poi l'interpretazione di Kevin Spacey nei panni di Lex Luthor: dal gelido e calcolatore personaggio del fumetto a uno spettacolare cattivo, geniale quanto istrionico ed egocentrico, uno di quei casi che te ne fa ampiamente fregare della fedeltà al materiale originario.

La colonna sonora fa pieno sfoggio del bellissimo tema musicale del suo classico predecessore, la regia di Singer punta a una cosa e ci riesce benissimo: perché è facile dire che la trama sia semplice -come un fumetto dell'epoca d'oro, appunto- ma non è quello il fulcro, è il sense of wonder, il credere a atti impossibili compiuti da un tipo con un costume tutto sommato ridicolo, insomma il dare concretezza quasi trent'anni dopo al bellissimo slogan del film originale: You'll believe that a man can fly.

Insomma, scuse accettate, Bryan.


P.S. Un ringraziamento a Anna per aver sistemato il blog dandomi finalmente la possibilità di archiviare i pezzi. Niente più barra di scorrimento da un chilometro e mezzo, wii..!


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16 Jun 2006

X-Men Conflitto Finale

I fan degli X-men sono stati viziati, cinematograficamente. Come dicevo solo due post fa, sono stati graziati da due ottimi film, caso raro nelle trasposizioni fumettistiche. E questo terzo episodio.. poco da farci, come molti si aspettavano, si rimpiange il tocco di Bryan Synger, e lo si rimpiange parecchio. E contando che verso Superman Returns assieme a lui son migrati anche gli sceneggiatori.. a X Men 3 son rimaste le briciole. Si sperava in un film di buon livello come gli altri, ma siamo davanti solo di fronte a un buon popcorn movie, dalla trama esile e un po' ingenua (esempio: ok che è Ciclope e sta sulle balle a tutti, ma qualcuno che si ponga una domanda sul suo destino?), e che compensa la mancanza di sostanza con molto fumo negli occhi, in questo caso effetti speciali di rara coattezza. Quindi il giudizio non è molto facile. Che sia un film mediocre è indubbio, ma ciò non toglie che mi sia divertito e che certe scene che coinvolgono i poteri di Magneto e Fenice siano l'incarnazione su schermo del sense of wonder. (E che Ellen Page/Kitty Pride sia stupenda. Meno male che dietro quell'apparenza da lolita ha 19 anni, o mi sentivo in colpa.) Nel continuare la consuetudine dei camei dei più disparati personaggi Marvel però il nuovo regista si fa prendere la mano: alcune delle new entry hanno un ruolo assolutamente marginale (Angelo, Madrox.. ) altre invece nemmeno si notano, appaiono nei titoli di coda e ti fanno dire "eh? ma dove diamine era?" (Psylocke, Syrin)

Conclusioni finali: volete profondità? Fuggite urlando. Ma se siete in vena di un film tamarro con la giusta compagnia di amici vi divertirete.

Corollario: Superman Returns sarà probabilmente un gran film.
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02 Jun 2006

Il Codice da Vinci

Chi mi conosce probabilmente mi ha sentito parlare prima o poi dell' "opera" di Dan Brown, che giudico uno dei più abominevoli ammassi di carta straccia mai prodotti. E non certo per le questioni "blasfeme": nel creare storie tutto è lecito. Disprezzo più che altro l'atroce stile, vessato da una piattezza insostenibile, e l'assoluta incapacità di sostenere atmosfere da thriller, messe là per mero contorno alle teorie religiose copiate qua e là. (Persino da Gabriel Knight 3, senza stare a cercare fonti dotte.)

Con queste premesse, in parte era inevitabile che fossi prevenuto rispetto al film. Ma in me, credeteci, prevaleva la speranza che il media cinematografico, senza dover venire a patti con l'insulsa penna di Brown, potesse dare più ritmo e mordente alla storia. Il cast che andavano raccogliendo era assolutamente stellare, Ron Howard aveva titoli di tutto rispetto alle spalle (Cinderella Man, A Beautiful Mind)...insomma ero fiducioso.

Ma il potere del Codice da Vinci è stato superiore. Il film è orrendo quanto il libro. Nelle sue interminabili due ore e venti si trascina stanco, fangoso, arrancando tra spiegazioni noiose, effetti grafici stile "letterina fosforescente" per simulare i processi mentali del protagonista, e ricostruzioni del passato storico che puzzano talmente di finto da sembrare prese da un documentario del Discovery Channel. La "carrambata" finale poi è persino più fastidiosa nel film che nel libro, tanto è gratuita. Si salvano in questa catastrofe la stellare prova di Mc Kellen, seguito a ruota da Renò e Molina. Tom Hanks sinceramente mi è sembrato molto inadatto alla parte, e sembrava spesso non prendersi sul serio. Altra nota dolente il doppiaggio: il "geniale" adattatore ha ritenuto opportuno dare a tutti i personaggi francesi un caricatissimo accento stereotipo stile Pepé la puzzola.

Evitatelo, se vi volete bene.
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25 May 2006

X-Men / X2

Siamo ormai alla vigilia dell'uscita di "X Men - Conflitto finale" e ho trovato opportuno rivedermi i primi due capitoli della trilogia. Il primo nel 2000 riportò in auge il filone supereroico, disintegrato dopo gli agghiaccianti "Batman Forever" e "Batman & Robin", ad Hollywood. Attori adattissimi ai loro ruoli -Hugh Jackman e Ian McKellen in testa- davano vita a un film dalla trama solida nella sua "fumettosità", narrata dal regista Bryan Singer in maniera ottimale. Fu quasi uno shock uscire dal cinema senza pensare "che cagata!" ma "ehi, bella trasposizione!"

Tre anni dopo, l'uscita del sequel: uno di quei rari sequel che riescono decisamente meglio dell'originale, tra l'altro! X2, senza doversi perdere in mezz'ora di spiegazione introduttiva su personaggi e situazione mutante, narra una storia più adulta e coinvolgente, con new entry d'eccezione come Nightcrawler e Lady Deathstrike -anche se ad onor del vero la seconda pesta e basta.. ma ehi, lo fa bene!- e una serie di camei e strizzatine d'occhio all'appassionato sterminata! Dal nome di Reed Richards (leader dei Fantastici 4, per i pochi che non lo sapessero) che spunta tra le cartelle di un desktop, a mutanti minori più o meno noti che fanno comparsate nelle varie sequenze, quali Colosso, Shadowcat, Jubilee e Syrin.

Il tocco di Bryan Singer ha soddisfatto la maggior parte dei fan del fumetto e, cosa più importante, anche chi degli X Men non ha mai letto una pagina. Non lo perdonerò mai per essere fuggito a dirigere Superman Returns abbandonando il capitolo finale della trilogia degli X Men: non mi resta che sperare che il suo sostituto mantenga lo stesso spirito. E nella speranza di vedere presto il nuovo episodio, voi andatevi a recuperare i primi, ah!
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11 May 2006

Bubbahotep

A volte ritornano! Però, se ce ne è di polvere qui. Ma a quanto pare qualcuno questa pagina la legge, più di un paio di persone mi han chiesto perché non scrivevo più.. beh, proviamo a ricominciare, anche se non prometto nulla sul lungo termine u.u''

Ironicamente questo nuovo inizio è sotto il segno di un film non distribuito nei canali ufficiali.. ma che ci volete fare, per ora accontentatevi!





Ora, se pensavate che dopo La Casa 2 e Army of Darkness Bruce Campbell non potesse diventare più trash.. beh, ricredetevi. Di tanto. Questa volta nei panni nientemeno che di un Elvis Presley vivo e vegeto, sebbene anziano e bloccato in un orrenda casa di riposo, affronterà di nuovo il male! Che si presenta come una mummia vestita da cowboy. E al suo fianco, nientemeno che JFK! Cosa dite? Nella locandina è di colore e Kennedy era bianco? Ma ovvio no! Il governo lo ha ricolorato per nascondere che è ancora vivo!

Insomma, avrete capito il tono. Siamo nel reame del trash più profondo, ma di quello di qualità, che si prende in giro da solo. Effetti speciali pacchissimi, una trama delirante e dialoghi brillanti sono gli ingredienti di Bubbahotep, e se vi siete divertiti con Army of Darkness..vedete di procurarvi anche questo, ne vale davvero la pena. Una sputazza negli occhi ai distributori italiani che hanno ignorato una simile perla anche nel mercato home video, e un sentito grazie sia a chi l'ha subbata, che a Anna che me lo ha procurato. E se non dovesse saziare la vostra voglia di deficienza.. è in arrivo anche il seguito, Bubbanosferatu! Si, sono serissimo. Almeno quanto si può esserlo parlando di un film del genere. Alla prossima, per compensazione recensirò un pesantissimo film di Eisenstein!


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